Determinare la longitudine in mare




Orologiai - Astronomi 1-0 :
come si determinava la longitudine in mare

Conoscere la propria posizione in alto mare è un problema che risale al medioevo.

Il calcolo della latitudine veniva effettuato tramite la "balestriglia".

Il problema stava soprattutto nella determinazione della longitudine, che si poteva scoprire in tre modi.

1. Orientamento con le stelle

Lo si conosce per sentito dire ma sapersi orientare veramente usando solo le stelle come indicazione risulta un'impresa non da poco.

Tale sistema, quindi, andava studiato con severa precisione e, malgrado ciò, non si poteva essere certi della propria posizione.

Un altro inconveniente piuttosto rilevante è che non poteva essere utilizzato in condizioni di mal tempo.

2. "Distanze lunari"
(chiamato anche "dei lunari")

Consisteva nel calcolare dalla nave a una data ora, la distanza angolare che separa la Luna da una stella, confrontandola poi con quella trovata ad una longitudine conosciuta.

La differenza ottenuta poteva essere tramutata in spazio, facendo scoprire la longitudine della nave.

Anche questa metodologia non poteva essere usata in caso di mal tempo e aveva bisogno di:

  • strumento per il calcolo delle distanze lunari, tra la stella e la Luna
  • un orologio preciso (almeno 18 ore, così poteva essere rimesso col sole e utilizzato la notte)
  • tabelle delle distanze lunari, registrate alla longitudine nota
  • un metodo per la purificazione, di parallasse e rifrazione

3. Trasporto dell'ora

Cronometro da marina

Confrontare l'ora di bordo (nel posto in cui ci si trova) con quella di un luogo di cui si conosce la longitudine (il porto di partenza).

La terra per girare di 360° impiega 24 ore, quindi in un'ora gira 15°.
Se la differenza degli orari è di 1 ora, significa che la nave si è spostata dal porto di 15° verso oriente od occidente.

Per la realizzazione di tale calcolo serviva, però, un orologio molto preciso anche nelle difficili condizioni in mare (temperature, instabilità della nave, umidità, ecc.) che fino ad allora non esisteva.

La sfida
Proprio per questo problema, nel XVIII secolo ci fu una "sfida" tra
orologiai (che cercavano di costruire un orologio affidabile anche in mare)
e astronomi (che tentavano di elaborare complicate metodologie di calcolo con gli astri),
infiammata dai premi istituiti dai vari paesi, tra cui il parlamento inglese ammontante a 20.000 sterline.

La regola fondamentale per determinare il vincitore prevedeva uno scarto medio di mezzo grado (corrispondente a 2 minuti).

Il vincitore
La ricompensa venne attribuita a John Harrison con il suo orologio chiamato "Harrison n° 4" (in un viaggio tra Giamaica e Inghilterra registrò 65 sec. di scarto, ¼ di grado).
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