Pesaro (PU)

Junghans Westminster dei primi del '900

È stata revisionata la meccanica e adattato un nuovo quadrante

La meccanica di questo Junghans dei primi del 1900 presentava i segni del tempo, con boccole e perni logorati.
Dopo averli sistemati a dovere è stata fatta la revisione generale dell'intera meccanica.
Sistemata anche la suoneria westminster, il pendolo ha ricominciato a "cantare"!
Graficamente il quadrante era messo decisamente male.
Considerata l'elevata spesa a cui si sarebbe dovuti andare in contro per restaurarlo, si è scelto adattarne uno nuovo simile all'originale.


Per ringraziarmi il cliente mi ha inviato una splendida lettera (scritta a mano).

Pesaro (PU) - Gennaio 2017

Pesaro (PU)
Il pendolo della nonna.
Ai primi del novecento il nonno, studente universitario a Liegi in Belgio, conosce la nonna e le regala il pendolo.
Si sposano, ma nel 1914 fuggono in Italia per via della grande guerra.
La nonna si porta dietro un pezzo della sua giovinezza e della sua patria: il pendolo.
Nasco nel 1939. Ho visto il pendolo da sempre. Per anni ho pensato che fosse nato con me.
Mi tenevano in un lettino posto sotto di lui.
Nei miei ricordi vedo da un lato la nonna che sferruzza e sopra di me il pendolo che, rassicurante, ticchetta e suona.
La notte i nonni fermavano la suoneria pensando che disturbasse i miei sonni.
Quando incominciai ad esprimermi feci capire che volevo sentire la sua voce anche di notte;
con mia grande gioia fui capito e accontentato.
Per anni ed anni quando andavo dai nonni ho continuato a dormire felice e sereno sotto il pendolo cullato dal suo ticchettio e dalla sua musica.
I nonni invecchiarono.
Un giorno la nonna mi diede il pendolo: è tuo mi disse perché gli vuoi bene come a me; ricordami.
I nonni morirono.
Tenni sempre il pendolo vicino. Teneva vivo il loro ricordo.
La sua voce ogni giorno mi parlava di giorni felici.
Ma anche lui invecchiava.
Smise di cantare. Non ci fu verso di risvegliarlo.
Feci di tutto. Niente. Ma non mi sono mai rassegnato.
Passano gli anni, ma prima che finiscano voglio risentire la sua voce e, chiudendo gli occhi, mentre ascolto, rivedere la nonna e il nonno.
Lazzini ha fatto il miracolo. Grazie Claudio
Giovanni



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