Le altre invenzioni di Breguet sull'orologio automatico

Le altre invenzioni di Breguet sull'orologio a carica automatica



In quest'articolo parliamo degli altri artifici di Breguet, sorti con i suoi orologi automatici.
Attenzione!!!
Con ciò non vogliamo dire che sono invenzioni secondarie, tutt'altro!
Sarebbe troppo riduttivo per delle trovate di tale ingegno; per questo consigliamo di leggere attentamente questo articolo per scoprire perché Breguet è considerato il più grande maestro orologiaio!

Intuizione sulla potenzialità dell'impermeabilità

Non vi era il foro della chiavetta (per farlo partire andava agitato) e l'utente non lo poteva aprire: la meccanica era rinchiusa tra cassa e quadrante, quest'ultimo bloccato contro la platina anteriore.
Per rimetterlo all'ora lasciò apribile la lunetta porta vetro.
È evidente che intuì, precedendo di 100 anni, l'importanza dell'impermeabilità negli orologi.

I bariletti

L'utilizzo di due bariletti comportava alcuni vantaggi rispetto al singolo:
la forza delle molle era dimezzata, risultando però più elastiche e più energiche, inoltre, essendo più lunghe del doppio rispetto allo spessore della lama, sfruttavano i loro giri centrali riducendo il rischio di rotture o affaticamento precoce.
Inserendo una molla di spessore dimezzato e di doppia lunghezza, avremo più giri e meno forza; quindi ecco spiegato il motivo dei 2 bariletti, con i seguenti risultati:
- energia sviluppata sufficiente;
- durata di carica radoppiata;
- molle non soggette al fenomeno di fatica;
- limitato utilizzo dei giri più centrali = intensità più omogenea;
- più precisione cronometrica;
- minore usura.

Breguet poté eliminare il conoide e introdurre il secondo bariletto grazie alla costanza d'erogazione di forza; probabilmente però (come i primi costruttori del 1900) non si rese conto di questa proprietà, dovuta alla continua ricarica della molla che, di fatto, rende l'orologio automatico più preciso.

Breguet elimina la caduta negli orologi automatici.

La caduta si ha quando il dente termina di spingere su un'ala e di scatto la ruota gira fino a quando non si ferma al prossimo dente.
Per eliminare il difetto disponeva le ruote in un modo particolare: quando il dente di un bariletto spingeva a pieno contatto sull'ala del pignone, il dente dell'altro bariletto doveva spingere a metà dell'ala contrapposta al pignone stesso.
Eliminare questo difetto, soprattutto nel bariletto, comportava una minore usura.
Quando costruì alcuni cronometri da marina, questi avevano ben 4 bariletti.

La riserva di marcia

La mancanza della chiavetta di ricarica, era sì oggetto di curiosità popolare, ma non permetteva all'utente di conoscere lo stato della carica dell'orologio.
Quindi Breguet, per far capire all'utente quanto mancava alla fine della carica, ideò un sistema per visualizzare la riserva di marcia.
Filettò una parte dell'albero del secondo bariletto e vi avvitò un disco, il quale aveva un intaglio alla periferia dove si posizionava un perno sporgente dal bariletto.
Questa costruzione faceva in modo che durante la ricarica automatica, il disco si svitasse risalendo l'asse del bariletto, mentre durante il normale funzionamento, il disco scendesse spinto dal perno.
Pose quindi una leva "tastatore" che agiva sul disco e la fece agire su una camma di un albero, alla cui estremità era posta una lancetta.
Come risultato, sul quadrante una lancetta indicava il numero delle ore rimanenti alla fine della carica.




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