All'inizio del 1900 si cominciò a portare l'orologio al polso, così risorse
la ricarica automatica.
L'
orologio di Perrelet sarebbe stato adatto a risolvere i problemi di costruzione d'inizio '900 ma se ne perse la memoria; fu riscoperto solo anni dopo.
Harwood fu il primo a realizzare un
orologio automatico funzionante.
In seguito ci furono gli sviluppi grazie ad Hans Wilsdorf con il
Rolex Oyster Perpetual e
quelli del
Felsa Bidynator.
Leon Leroy
Leon Leroy costruisce un orologio automatico con lo stesso principio di Perrelet: la massa oscillante si può muovere in senso verticale, è molto grossa e per questo occupa gran parte del posto disponibile, riducendo quello per il movimento.
Solo nel 1949 ritrovò la documentazione su Perrelet, quando ormai era già stato reinventato tutto.
Altri sviluppi
Bariletto
Quando la molla raggiunge la piena carica comincia a slittare sulla parete interna del
bariletto.
Dopo un certo tempo, la molla comincia a slittare prima che si sia raggiunta la piena carica.
Si sta andando in contro all'usura della parete del bariletto, dovuta al fatto che è diventata lucida per il continuo sfregamento. Per contrastare il problema ci sono due soluzioni:
- fare una
revisione generale periodica da un orologiaio (accorgimento consigliabile);
- sostituire il bariletto completo di molla e lubrificato ottimalmente (spesso con una spesa alta o con il pezzo introvabile).
Rotore
Per incrementare l'inerzia del rotore, si appesantì la parte periferica dello stesso.
All'inizio era impiegato il piombo, poi l'oro e il platino. Oggi è utilizzato il Widia: pesante quanto l'oro, meno costoso e molto duro.
Oggi i rotori sono così sensibili ai movimenti da caricare in un solo senso gli orologi a non alta frequenza.
Perno del rotore
La costruzione del perno del rotore era piuttosto problematica perché doveva essere il più sottile possibile per ottenere il minimo attrito, ma allo stesso tempo non doveva rompersi ne piegarsi.
L'
ETA con l'Eterna-matic usò per prima (anni '40 - '50) un perno conico montato su un cuscinetto a sfere che dava al rotore molta mobilità e grandi ampiezze d'oscillazione. Oggi questo tipo di perno è usato in quasi tutti gli orologi automatici.
Con questo sistema, l'
Universal poté costruire un rotore addirittura all'interno del movimento stesso.
Quest'orologio automatico ultra-piatto fu chiamato "
Microrotor"; per le caratteristiche del rotore, aveva solo 19.800 alternanze l'ora (A/h) e tutt'oggi non si è riusciti ad applicare alternanze superiori con questo particolare sistema.