L'impermeabilità, in orologeria, è un argomento di difficile spiegazione e risoluzione; il problema è sottovalutato o addirittura ignorato da chi indossa l'orologio.
Storia dell'impermeabilità
Fino al 1920, tutti gli orologi avevano un problema molto grande riguardante la tenuta stagna della cassa.
Questa cattiva resistenza agli agenti atmosferici esterni, faceva si che la polvere e quant'altro, riusciva a penetrarvi facilmente, portando ad un veloce invecchiamento della lubrificazione con un grande aumento dell'usura fino all'arresto completo del
movimento stesso.
Con la comparsa delle prime casse impermeabili si migliorò molto il problema della lubrificazione e di conseguenza la durata del meccanismo. Visto il grande successo di questo perfezionamento tutte le
case produttrici vi si cimentarono.
Con l'evolversi dei vari sistemi, partendo da uno nato per proteggere la meccanica dagli agenti esterni, pertanto un fattore esclusivamente tecnico, si è giunti a casse subacquee atte a reggere pressioni anche molto elevate, in grado quindi di essere sottoposte a stress particolari come quelli che si verificano al polso di sommozzatori, atleti, ecc.
Con la richiesta di avere le casse, di qualsiasi fascia di prezzo, sempre più predisposte verso l'
impermeabilità massima, si è giunti ad una non chiara cognizione di quello che effettivamente può dare questo o quel modello.
Per cercare di capire che cosa può sopportare in più la cassa rispetto alla normale durata della lubrificazione del meccanismo, ne abbiamo ampliato e approfondito i vari aspetti.