Le clessidre

Le tappe dell'orologeria: le clessidre

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Per risolvere i problemi che avevano le meridiane, gli astronomi, basandosi sullo gnomone, trasformarono un intervallo di tempo d'ombra in un volume d'acqua determinato, nacque così la clessidra:
un misuratore d'intervallo di tempo che non fornisce direttamente l'ora come l'orologio solare.

Le clessidre hanno avuto grande diffusione nel mondo e in vari contesti: negli antichi parlamenti, i greci e i romani la usarono per regolare la durata dei dibattiti pubblici (la "clessidra giudiziaria" romana ad esempio durava 40 minuti); nelle chiese per la durata dei sermoni; nei tornei a scacchi, nell'estro degli artisti.

Oggi sono usate per i giochi da tavolo o come soprammobili ma anche da medici per sedute terapeutiche, insegnati per le consulenze con i genitori, etc.

Il significato della parola "clessidra"

La parola clessidra (clepsidra, clepsydra o klepsydra) deriva dal greco e significa "ruba l'acqua".

Nella lingua italiana la parola si riferisce a strumenti che funzionano ad acqua e a sabbia, mentre in altre lingue non è così:
la parola clepsydre è usata sia in francese che in inglese per riferirsi allo strumento ad acqua; mentre sabliers in francese e sand-glass in inglese allo strumento a sabbia.

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Le clessidre ad acqua

Schema - clessidra ad acqua
Schema - clessidra ad acqua

Nei primi modelli di clessidra veniva usata l'acqua per questioni religiose, filosofiche e rendeva meglio l'idea del tempo che scorreva.

Dovrebbero averla inventata i caldei che attraverso i fenici sarebbe arrivata agli egiziani.
La prima indicazione storica della clessidra risale al 1580 a.C. (iscrizione egiziana).

Il 1° esemplare pervenutoci di tali oggetti è stato trovato nel tempio di Karnak; l'acqua usciva lentamente da un forellino sul fondo.

Le prime clessidre erano a forma di vaso, in seguito ne vengono costruite altre di varie forme, elaborate e ingegnose.
La forma conica tendeva a rendere uniforme la velocità di uscita dell'acqua compensando la riduzione di velocità al diminuire del livello; nonostante ciò, questi oggetti rimasero molto imprecisi perché la scienza di allora era vaga, non era preciso il momento in cui veniva avviato l'oggetto, il foro si alterava per erosione, impurità e temperatura.

Nello schema a fianco abbiamo rappresentato una antica clessidra ad acqua.
Nel recipiente sovrastante viene immessa costantemente liquido per mantenere il solito livello, grazie anche ad un tubo di scarico (troppo pieno).
L'acqua derivante da questo "cono" riempie un contenitore in cui si trova un galleggiante, che, salendo fa ruotare la ruota collegata alla lancetta, determinando l'ora.

Fa parte di queste particolari clessidre l'orologio romano di Ctesibio.

Clessidra a sabbia
Clessidra a sabbia

Le clessidre a sabbia (clepsamia)

La clessidra a sabbia (clepsamia) è nata nel XIV sec.; la sua caratteristica è quella che non richiede un "rifornimento" costante; con questa rivoluzione diventa trasportabile.
Probabilmente è nata per la vita in mare per determinare i turni dei marinai.

All'inizio nel punto di unione vi era una piastrina metallica con il foro, il tutto tenuto insieme con cera e spago; in seguito al progresso della lavorazione del vetro se ne fecero di un pezzo unico.

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