Orologi a verga




Le tappe dell'orologeria: gli orologi con scapamento a verga

Attorno al 1200, con la comparsa dello svegliarino monastico, iniziò la misurazione del tempo con strumenti meccanici.
Questi primi segnatempo avevano peso, ruote e corpo oscillante quali elementi di base, mentre lo scappamento fu denominato a verga e gli strumenti che ne derivarono furono chiamati genericamente "orologi a verga".

I grandi orologi meccanici da torre e da campanile, ben presto non bastarono più: la popolazione sentì il bisogno di possedere più comodamente nelle proprie case l'indicazione oraria.
Inizialmente la costruzione era semplice con la sola lancetta delle ore ed il puntatore della sveglia (quasi tutte le realizzazioni hanno queste caratteristiche).

La cosa che si deve evidenziare è la grande imprecisione di tali movimenti, dovuta al tipo di costruzione, conoscenze e tecnologia dell'epoca.
In ogni caso, considerando anche il modo di indicare l'ora, (il mezzogiorno variabile durante l'arco dell'anno) riuscì a far prolungare l'impiego di questi orologi fino circa la metà del 1800.
Chiaramente, man mano col passare degli anni, con le nuove invenzioni e la tecnica sempre più affinata, si arrivò ad ottenere anche degli ottimi risultati cronometrici.

Foto tratta dal sito www.musei.confartigianato.it
Foto tratta dal sito
www.musei.confartigianato.it

Un altro fattore che ha influenzato la longevità dello scappamento a verga è certamente la scarsa manutenzione di cui ha bisogno.
Questo, chiaramente, rispetto agli altri scappamenti realizzati dopo la scoperta del pendolo.

In ogni caso rimanevano strumenti validi per uso quotidiano rispetto alla vita contadina dell'epoca.


Da notare che, le costruzioni dei tantissimi fabbricanti e le svariate realizzazioni, presero nomi particolari secondo le forme delle casse o dei luoghi di produzione.

Lentamente questi orologi si diffusero in tutta Europa in particolare Inghilterra e Francia, ma anche in Italia troviamo degli artigiani che si cimentarono in quest'arte.

Foto tratta dal sito dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze
Foto tratta dal sito dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze

Una di queste produzioni ebbe inizio alla fine del 1600 a Pesariis in provincia di Udine.
Qui un centro artigianale diede vita all'orologio denominato Pesarino.

Un primo tipo era appeso al muro e funzionava per circa dodici ore: in pratica fin quando il peso sorretto da una fune non toccava il pavimento.

Probabilmente raggruppando questi artigiani, un certo Solari sviluppa a livello industriale una ditta dedita alla costruzione d'orologi da torre.
Un primo documento che certifica l'esistenza della Ditta Fratelli Solari risale al 1725.

Quest'azienda, ancor oggi, è attiva nella produzione d'orologi industriali.

Ricordiamo un'altra nicchia di costruttori d'orologi a verga:
i Nuzzi di Rincine in provincia di Firenze, nella Valle del Sieve.

Costoro per diverse generazioni, da circa l'inizio del 1700 alla metà del 1800, costruirono questi segnatempo destinati alla popolazione locale.
Rimasero ancorati alla produzione iniziale per tutto l'arco della loro attività, sia per il tipo di realizzazione meccanica sia per l'estetica (caratterizzata da casse dette "a lanterna") e per questo, inevitabilmente, soppiantati da altri costruttori che invece misero a frutto le nuove conoscenze e tecnologie.