Gli attriti

Abbiamo spesso ribadito in questo sito, che è bene far revisionare periodicamente l'orologio per non incappare in spiacevoli rotture dei componenti.
La loro sostituzione infatti, può comportare una spesa piuttosto elevata, se non addirittura l'abbandono dell'intero orologio, a causa dell'irreperibilità del pezzo stesso.

Le rotture (oltre che da colpi, infiltrazioni d'acqua, ecc.) sono causate soprattutto dall'usura del meccanismo.

Ma come fa ad usurarsi?
Come in tutti i congegni meccanici sono presenti degli attriti.

Gli attriti sono delle forze (o resistenze) che ostacolano il movimento di due superfici a contatto provocando una dissipazione d'energia.

L'attrito è dovuto al coefficiente d'attrito e dal carico: il coefficiente d'attrito è la difficoltà che trovano i materiali a scivolare l'uno sull'altro, mentre il carico è la forza verticale che viene applicata.

I più scettici contesteranno che in oggetti piccoli come gli orologi non ci possono essere resistenze da provocare una simile usura.
Al contrario di quanto si può pensare, esistono invece, attriti anche piuttosto logoranti.

È vero che i metalli con cui sono costruiti gli orologi sono i meno sensibili all'invecchiamento naturale, ma si possono consumare comunque durante l'utilizzo.

Per quanto potranno essere rifinite le superfici, non saranno mai perfettamente lisce, ma saranno sempre un po' rugose.
Proprio questa rugosità provoca i noiosi attriti, anche se solo una piccolissima parte delle superfici è veramente in contatto.
Si pensi, che la meccanica orologiera è quella che produce le superfici più lisce, ma nonostante ciò non si supera quasi mai 1/10.000 di contatto effettivo.

Vi è poi un altro fattore da considerare: l'aria.
Questa essendo composta da vari gas può modificare la struttura molecolare delle superfici a contatto (l'esempio più lampante è la ruggine).
In più ci sono le polveri atmosferiche, le quali sono molto abrasive.

Detto ciò, che cosa possiamo fare per ridurre gli attriti e quindi l'usura?
Come spiegato all'inizio, la nostra unica arma di difesa sono le revisioni periodiche.

Durante una revisione si smonta la meccanica per pulirla dagli agenti esterni e predisporla, quindi, alla lubrificazione; proprio l'aggiunta dell'olio (nei punti opportuni) fa diminuire il coefficiente d'attrito, con tutti i vantaggi che ne derivano.