La molla è nata alla fine del 1300, poco dopo i
primi orologi meccanici.
Le prime erano a spire elicoidali (non a spirale come le attuali), risultavano l'elemento più difficile da costruire (maggiormente col ridursi delle dimensioni) e si dovevano riarmare 2 volte al giorno.
Gli attriti, che sono presenti tra le spire stesse e quelli della molla con gli altri organi (ad esempio tra la spira più esterna con la parete interna del
bariletto), fanno risultare piuttosto stabile la forza erogata.
La forza comunque non risulta perfettamente costante come quella del
peso, infatti, è maggiore a tutta carica (quindi l'orologio va leggermente avanti), minore verso la fine (leggermente indietro).
La lama e i suoi bordi devono essere comunque lisci e lucenti per diminuire gli attriti fra le spire stesse e l'interno del bariletto, che per questo deve avere le stesse caratteristiche citate.

Dopo un certo periodo d'impiego, la forza erogata diminuisce perché l'
avvolgimento permanente aumenta: se all'inizio la molla presentava un tot di giri di spire, dopo che ha "lavorato" ne presenterà sicuramente di più.
Tutto questo è dovuto al superamento del limite di
elasticità che in orologeria serve per far durare la carica almeno un giorno.
Dopo un certo tempo (anni, se è adatta all'orologio) la molla non riesce ad erogare l'energia che serve per avere delle grandi ampiezze d'oscillazione del bilanciere, quindi deve essere sostituita.
L'orologeria moderna ha creato delle molle (dette
rovesciate) in grado di erogare la forza in maniera più costante.
Hanno la forma di una chiave di violino cioè con un giro (o più) di senso inverso: forniscono più energia perché le spire rovesciate sono montate al contrario; purtroppo per questo sono sottoposte a maggiore pressione.
Per ripristinare le condizioni originali bisogna obbligatoriamente sostituire le molle.
Lubrificazione della molla
Quando si posiziona la molla si deve lubrificare fra le spire, sopra e sotto, dove avviene il contatto con il bariletto (olio per gli orologi e grasso per la pendoleria).
Negli
orologi automatici si deve usare grasso grafittato sulla parte del bariletto dove la molla fa frizione nella fase di troppacarica.
Tempra e ricottura della molla
Una volta le molle erano
temprate (procedimento che attribuisce all'acciaio durezza).
Oggi non si fabbricano più in questo modo: la lamina viene schiacciata ad alte pressioni per indurirle.
Il risultato è migliore, tanto che a queste ultime è attribuito l'aggettivo di "
infrangibili".